Nov
30

Errata Corrige. Chamber Music – Non “cuore inquieto”.

Posted by sol in italian, poetry

(mi piaceva pensarla ermetica, mi piaceva che fosse ungaretti e che non fosse una traduzione… però risulta che non è ungaretti ma joyce… e vabbuò)

Ora dormi, cuore inquieto, ora dormi.
Ora dormi, cuore inquieto, su, dormi.
Dormi, inverno ti ha invaso, ti minaccia, grida:
“T’ucciderò e non avrai più sonno”.
La mia bocca al tuo cuore,
stai dicendo,
offre la pace.
Ascolta, su, l’innamorata tua,
per vincere la morte,
cuore inquieto.

XXXIV

Sleep now, O sleep now,
O you unquiet heart!
A voice crying “Sleep now”
Is heard in my heart.

The voice of the winter
Is heard at the door.
O sleep, for the winter
Is crying “Sleep no more.”

My kiss will give peace now
And quiet to your heart—
Sleep on in peace now,
O you unquiet heart!

James Joyce 1907


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Nov
30

Dream

Posted by Sol in prattle

I was hanging on a giant abacus, next to red and green counters. And nobody saw me, they kept throwing giant screws and nuts at me.


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Nov
29

Goldrake

Posted by sol in images, italian, poetry


(holgaroid)

vai contro i mostri lanciati da Vega
vai che il tuo cuore nessuno lo piega
eehhh io sto tranquillo se ci sei tu

mille armi tu hai
non arrenderti mai
perche’ il bene tu sei, sei con noi

va’, distruggi il male va’
va’, distruggi il male va’
invincibile sei perche’ Actarus c’e’
che combatte con te dentro te..

vai, c’e’ sul radar la flotta di Vega
vai, il tuo corpo di acciaio solleva
no la razza umana non morira’
invincibile sei perche’ Actarus c’e’
che combatte con te dentro te..
va’, distruggi il male va’
va’, distruggi il male va’

mille armi tu hai
non arrenderti mai
perche’ il bene tu sei, sei con noi


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Nov
28

Fabrizio De André

Posted by sol in italian, poetry

Tentò la fuga in tram
verso le sei del mattino
dalla bottiglia di orzata
dove galleggiava Milano
non fu difficile seguirlo
il poeta della Baggina
la sua anima accesa
mandava luce di lampadina
gli incendiarono il letto
sulla strada di Trento
riuscì a salvarsi dalla sua barba
un pettirosso da combattimento.
I polacchi non morirono subito
e inginocchiati agli ultimi semafori
rifacevano il trucco alle troie di regime
lanciate verso il mare
i trafficanti di saponette
mettevano pancia verso est
chi si convertiva nel novanta
era dispensato nel novantuno
la scimmia del quarto Reich
ballava la polka sopra il muro
e mentre si arrampicava
le abbiamo visto tutto il culo
la piramide di Cheope
volle essere ricostruita in quel giorno di festa
masso per masso
schiavo per schiavo
comunista per comunista.
La domenica delle salme
non si udirono fucilate
il gas esilarante
presidiava le strade.
La domenica delle salme
si portò via tutti i pensieri
e le regine del tua culpa
affollarono i parrucchieri.
Nell'assolata galera patria
il secondo secondino
disse a "Baffi di Sego" che era il primo
si può fare domani sul far del mattino
e furono inviati messi
fanti cavalli cani ed un somaro
d annunciare l'amputazione della gamba
di Renato Curcio
il carbonaro
il ministro dei temporali
in un tripudio di tromboni
auspicava democrazia
con la tovaglia sulle mani e le mani sui coglioni
- voglio vivere in una città
dove all'ora dell'aperitivo
non ci siano spargimenti di sangue
o di detersivo -
a tarda sera io e il mio illustre cugino De Andrade
eravamo gli ultimi cittadini liberi
di questa famosa città civile
perché avevamo un cannone nel cortile.
La domenica delle salme
nessuno si fece male
tutti a seguire il feretro
del defunto ideale
la domenica delle salme
si sentiva cantare
- quant'è bella giovinezza
non vogliamo più invecchiare -.
Gli ultimi viandanti
si ritirarono nelle catacombe
accesero la televisione e ci guardarono cantare
per una mezz'oretta poi ci mandarono a cagare
-voi che avete cantato sui trampoli e in ginocchio
con i pianoforti a tracolla vestiti da Pinocchio
voi che avete cantato per i longobardi e per i centralisti
per l'Amazzonia e per la pecunia
nei palastilisti
e dai padri Maristi
voi avevate voci potenti
lingue allenate a battere il tamburo
voi avevate voci potenti
adatte per il vaffanculo -
La domenica delle salme
gli addetti alla nostalgia
accompagnarono tra i flauti
il cadavere di Utopia
la domenica delle salme
fu una domenica come tante
il giorno dopo c'erano segni
di una pace terrificante
mentre il cuore d'Italia
da Palermo ad Aosta
si gonfiava in un coro
di vibrante protesta.

La Domenica delle Salme, (Le nuvole)


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Nov
26

Nouvelle Vague

Posted by Sol in prattle

Cineteca Milano, Spazio Oberdan.
Omaggio a François Truffaut.

Perché la foto da Hiroshima-mon-amour, di Resnais? Primo perché una foto da un set Truffautiano l’ho già postata tempo fa (qui). Secondo, perché questo è un fotogramma, ed è piuttosto sensuale. E poi perché la Nouvelle Vague fu un movimento collettivo, in cui i suoi principali esponenti (Truffaut, lo metto in testa perché ho una debolezza nei suoi confronti, Godard, Chabrol, Resnais, ecc) lavoravano insieme per fare un’arte nuova, aldilà dei titoli di testa: posso quindi permettermi di parlare di Truffaut e allo stesso tempo fare onore a tutta una razza di geni che la grande patria francese ha allevato.
Ieri abbiamo visto Truffaut uomo-bambino, tenero e dolce, davanti all’intervistatrice canadese, giocare con le mani e innervosirsi come se anziché un’intervista, fosse a un’interrogazione. E sentendolo parlare capisci perché sia riuscito a scrivere e girare i più bei film della storia.

Qui il calendario delle proiezioni.


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Nov
26

Nonna Mina

Posted by Sol in prattle


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Nov
23

Angst

Posted by Sol in prattle

Vivo nella paura, ho paura di tutto. La mia vita non è facile, ho avuto problemi. Quindi se ogni tanto sono triste, è normale. Almeno ora non devo sentirmi in colpa se sono triste… diciamo che ne ho diritto.
(La piscina è il mondo.. per questo sogno la piscina, sempre sporca, sempre buia.. sogno che sono sola, che devo nuotare anche se l’acqua è torbida, e c’è sempre qualcuno che vuole spingermi a entrare in acqua, e sogno anche una piscina limpida dove non c’è nessun’altro a nuotare e mi sento morire, inghiottire. Ho paura di tutto.)


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Nov
23

Donnie Darko ☺☻☺☻☺☻☺

Posted by sol in reviews

“Of course. The rabbit’s not like us. It has no… keen look at something in the mirror, it has no history books, no photographs, no knowledge of sorrow or regret… I mean, I’m sorry, Miss Pommeroy, don’t get me wrong; y’know, I like rabbits and all. They’re cute and they’re horny. And if you’re cute and you’re horny, then you’re probably happy, in that you don’t know who you are and why you’re even alive. And you just wanna’ have sex, as many times as possible, before you die… I mean, I just don’t see the point in crying over a dead rabbit! Y’know, who… who never even feared death to begin with.”


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Nov
22

Un giorno dopo l’altro

Posted by sol in images, italian, poetry


Photo by: Marco Tilesi, Marzo 2002, Piazza Maggiore, Bologna.

Un giorno dopo l’altro
il tempo se ne va.
Le strade sempre uguali,
le stesse case.
Un giorno dopo l’altro
e tutto è come prima.
Un passo dopo l’altro,
la stessa vita.
E gli occhi intorno cercano
quell’avvenire che avevano sognato
ma i sogni sono ancora sogni
e l’avvenire è ormai quasi passato.
Un giorno dopo l’altro
la vita se ne va.
Domani sarà un giorno
uguale a ieri.

Luigi Tenco, 1966


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Nov
21

appagamento

Posted by sol in italian, reviews

Come vivere? Allora questa domanda ce la dobbiamo porre non soltanto alla fine di un millennio, di un secolo, di un anno, ma tutti i giorni, e tutti i giorni svegliandoci, si dovrebbe dire: oggi che cosa ci aspetta? Allora io considero che si dovrebbero fare le cose bene, perché non c’è maggiore soddisfazione di un lavoro ben fatto. Un lavoro ben fatto, qualsiasi lavoro, fatto dall’uomo che non si prefigge solo il guadagno, ma anche un arricchimento, un lavoro manuale, un lavoro intellettuale che sia, un lavoro ben fatto è quello che appaga l’uomo. Io coltivo l’orto, e qualche volta, quando vedo le aiuole ben tirate con il letame ben sotto, con la terra ben spianata, provo soddisfazione uguale a quella che faccio quando ho finito un buon racconto.
E allora dico anche questo, no: una catasta di legno ben fatta, ben allineata, ben in squadra, che non cade, è bella; un lavoro manuale, quando non è ripetitivo, ricordo ‘Tempi moderni’ di Charlot, è sempre un lavoro che va bene, perché è anche creativo. Un bravo falegname, un bravo artigiano, un bravo scalpellino, un bravo contadino; e oggi dico sempre quando mi incontro con i ragazzi: voi magari aspirate ad avere un impiego in banca, ma ricordatevi che fare il contadino per bene è più intellettuale che non fare il cassiere di banca. Perché un contadino deve sapere di genetica, di meteorologia, di chimica, di astronomia persino. E allora tutti questi lavori che noi consideriamo magari lavori così, magari con un certo disprezzo, sono lavori invece intellettuali.

Mario Rigoni Stern, intervistato da Marco Paolini.

Ieri sera: Teatro Strehler, Milano. Marco Paolini interpreta “Il Sergente nella Neve”, con una forza imprevedibile tiene banco per quasi 2 ore, e commuove, diverte e fa riflettere sull’assurdità della guerra e sulla forza degli uomini buoni.


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