le vie del cinema (film di venezia e locarno a milano) 2006

Posted by on Sep 17, 2006 in italian, reviews | No Comments
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Sono passati due anni da quando ho fatto la prima recensione dei film visti al festival. L’anno scorso ne vidi solo un paio perche’ ero impegnata a fare non so che cosa (Erano due bei film comunque, The constant gardener e Sympathy for Lady Vengeance, terzo film della trilogia tanto da me attesa di Chan-Wook Park).
Quest’anno sono altrettanto impegnata, ma con baby in arrivo ho deciso che devo approfittare degli ultimi mesi di cazzeggio sfrenato. Purtroppo, quest’anno il festival di venezia e’ stato tanto deludente quanto quello di locarno e’ stato stupefacente.
Comunque, ecco i film che ho visto:

The Black Dahlia: il polpettone. Brian de Palma e’ bravino (il film e’ godibil..ino) ma questo genere di storia solo Lynch poteva renderla intrigante e non appunto polpettonesca. Lynch pero’ era impegnato a fare Inland Empire, che non ci e’ stato dato da vedere, come del resto il vincitore “Still Life”… cmq le lamentele sul decadimento del festival le lascio a Riccardo Romani sul numero corrente di Diario.


Verfolgt:
Di Locarno, sezione nuovi registi.. La signora Maccarone ha messo in scena bianco e nera le sue pulsioni sadomasochistiche e pedofile e ne ha fatto un film abbastanza disturbing e allo stesso tempo ridicolo, ma non del tutto detestabile.


Little Miss Sunshine:
Il film piu’ bello che abbia visto quest’anno, sempre in mostra a Locarno anche se uscito in america mesi e mesi fa. Dolce, divertente, emozionante, umano e geniale.

Half Nelson: Ryan Gosling e’ diventato uno dei miei attori preferiti dopo avere visto questo film, che anche se ha il difetto di essere un po’ ridondante e’ uno di quei film in cui la recitazione salva qualunque mancanza da parte della sceneggiatura o della regia.

Non prendere impegni stasera: Storie senza filo conduttore di quarantenni romani. Deprimenti e patetici, come la regia e tutto il film. 4/10.
Darrat: Laconico film Africano in concorso a venezia, storia di Atim, ragazzo di campagna del Ciad, che va in citta’ comandato da suo nonno per uccidere l’assassino di suo padre. Una storia bella, di uomini e di amicizia. Bello.


Nue Propriete':
Un film essenziale, dove ogni scena ha un significato e nessuna scena e’ in piu’. Dalla primissima, in cui si capisce che uno dei fratelli gemelli vede sua madre come una donna, e l’altro la vede come una nemica. Isabelle Huppert e’ impeccabile, e il dramma viene giu’ a cascata in modo molto naturale. Contesto i temi quasi sempre angoscianti dei film del festival, pero’ in certi casi la si perdona.
Private fears in Public Places (Coeurs): Vedi questo film e poi capisci perche’ il mio amico Max non viene piu’ con me a vedere film quando si tratta di film francesi. Si perche’ Resnais, che ci regalo’ Hiroshima mon amour, dovrebbe andare in casa di riposo, piuttosto che darci un film cosi’ a’ la Altman. Esasperanti tutti quanti, tranne forse Andre’ Dussollier, l’unica cosa piacevole del film. Ha vinto il Leone d’Argento… no comment.
The devil wears Prada: Per aggiungere al divismo veneziano, un film di cui confesso aver letto il libro. Meryl Streep e’ streepitosa (battutona) e la storia e’ piu’ carina che nel libro. Cmq… voelvo vedere chicche, film che non saranno mai nelle sale… perche’ sono andata a vedere questo film che sicuramente ci verra’ propinato sull’aereo?