Sep
29

Migranti, Derek Walcott

Posted by sol in images, italian, poetry
Salgado

L’onda della marea dei rifugiati, non un semplice passo di oche selvatiche, gli occhi di vagoni merci, le facce smunte, e in particolare lo sguardo fisso dei bambini emaciati, gli enormi fardelli che traversano i ponti, gli assali che cricchiano con un suono di giunture e di ossa, la macchia scura che passa le frontiere sulle carte geografiche e ne dissolve le forme, come succede ai corpi morti dentro le fosse di calce, o come fa il pacciame luccicante che si disfa sotto i piedi in autunno nel fango, mentre il fumo di un cipresso segnala Sachenhauser, e quelli che hanno messo la sedia a dondolo e la macchina per cucire sul carretto a mano perché da tempo le bestie hanno lasciato i loro campi al galoppo per tornare alla mitologia del perdono, alle campane di pietra sui ciottoli della domenica e al cono della guglia del campanile aranciato che buca le nubi sopra i tigli, quelli che appoggiano la mano stanca sulla sponda del carro come sul fianco del mulo, le donne con la faccia di selce e gli zigomi di vetro, con gli occhi velati di ghiaccio che hanno il colore degli stagni dove posano le anitre, per le quali c’è solo cielo e una sola stagione nel corso di un anno ed è quando il corvo come un ombrello rotto sbatte le ali, si sono tutti ridotti alla comune e incredibile lingua della memoria, e questa gente che non ha una casa e nemmeno una provincia parla sempre delle fonti linpide e parla delle mele, e del suono del latte in estate dentro le zangole piene, e tu da dove vieni, da quale regione, io conosco quel lago e anche le locande, la birra che si beve, e quelle sono le montagne dove riponevo la mia fede, e adesso sulla carta, che è simile a un mostro, altro non si vede che una rotta che ci porta verso il Nulla, anche se sul retro c’è la veduta di un posto che si chiama Valle del Perdono, dove il solo governo è quello dell’albero dei pomi e le forze schierate dell’esercito sono gli striscioni d’orzo all’interno di umili tenute, e questa è la visione che poco a poco si restringe dentro le pupille di chi muore e di chi si abbandona in un fosso, rigido e con la fronte che diventa fredda come le pietre che ci hanno bucato le scarpe e grigia come le nuvole che, quando il sole si leva, si trasformano subito in cenere sopra i pioppi e sopra le palme, nell’ingannevole aurora di questo nuovo secolo che è il vostro.


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Sep
26

Fear and Loathing in Lomello

Posted by sol in images

Photo by Matte:. http://matteo.benedusi.com/

More…


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Sep
25

Mia Madre.

Posted by sol in images, life

la somiglianza è sconcertante direbbe Enrico… eh beh. Sì, ma è solo fisica.


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Sep
24

Girl with lillies.

Posted by sol in art, images

My favourite painting from Master Rivera.


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Sep
23

questa foto parla da sola :)

Posted by Sol in prattle

Photo by Matteo: http://matteo.benedusi.com


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Sep
19

le vie del cinema (film di venezia a milano)

Posted by sol in italian, reviews


Non so in che lingua scrivere….
I want to make reviews for the films I’ve seen this week, and I don’t know which language to use!
Ich habe die Heimat 3 Chronik einer Zeiterwende gesehen, und das hat mein Deutsch aufgewartet. Jetzt denke ich auf Deutsch sehr oft.
Perdonenme por mi terrible Alemàn, es que nosotros los poliglotas inatos logramos pensar en un idioma aunque lo conozcamos poco y mal.
Maintenant la seule langue qui je devrai practiser c’est le français….
Ho deciso: scriverò un italiano per una serie di ragioni. La prima è che riuscirò certamente a esprimermi meglio. La seconda è che sicuramente Brennan capirà l’italiano, lo capisce benissimo.

Comincio quindi:

Heimat 3 (Edgar Reitz)

1.Teil
Leggo sulla sinossi che è la terza parte di un telefilm che va avanti da 25 anni. Cronaca di una svolta epocale…. “non male” mi dico. Magari imparo qualcosa, sono nata nel 1980. Non so un cazzo del mondo, non so niente di ciò che ci ha portato qui come un gregge smarrito a vivere come viviamo.

Il primo episodio è pazzescamente tedesco, capisco un pò ora meglio il senso della vita (spagnolo)! Molto bello, inizia con la caduta del muro, la Wiedervereinigung, e mi ha trasmesso un senso di allegria irruento, insolito. Il regista si lascia andare ad alcuni manierismi che però gli si perdonano perché complessivamente il suo lavoro è notevole.
I personaggi mi si presentano nuovi, alcuni più belli, più delineati, altri più sbiaditi, ma nel complesso imparo una cosa che già sapevo: i tedeschi non sono tutti uguali. Est e Ovest… come in italia Nord e Sud? non proprio.

2. Teil
Eccezionale storia di Gunnar, che diventa ricco dopo che la moglie lo lascia, vendendo pezzetti del muro, grazie a uno scalpello del Ovest.
Forse la parte più bella della esalogia. (esalogia? whatever)
Molto gialla, molto pazza. Veramente creativa.

3. Teil
Tremendo. Inguardabile. Storie pazzesche degne di Beautiful. Inguardabile.

4. Teil
2 palle così. Ma perché non si è limitato a fare la prima e la seconda parte? Reitz è venuto al cinema all’inizio della seconda e io gli ho donato un calorosissimo applauso. Me lo rimangio. Veramente una perdita di tempo!

5. Teil
Non è così terribile come la terza e la quarta… Earl è molto simpatico e ci piace vederlo volare. Del resto tutto è scontato, tutto prevedibile, tutto infinitamente lento e lungo. Personaggi insulsi su cui si era soffermato nella 3 e 4 parte, non si vedono più (vedi Galina), la storia non si capisce da che parte vada o che senso abbia.

6. Teil
Terribile. Della cronaca di un cambiamento epocale è rimasto ben poco. Più che altro ho visto la cronaca di una soap-opera sublimata. Ho perso il tempo.

Vera Drake (Mike Leigh)

Un film senza emozione. Un film perfetto. Recitato senza sbavature di nessun tipo, costruito perfettamente, come una formula matematica. Troppo verde, troppa muffa. Da manuale di regia. Ma non da spenderci tempo e soldi.

Bin Jip – 3 iron (Kim Ki-Duk)

Se uno dovesse partire alla scoperta del cinema italiano gli farei vedere Amarcord, e se non avesse mai visto un film francese gli presenterei Jules, Jim, Antoine Doinel…. Se dovessi far vedere a qualcuno un capolavoro russo gli farei vedere la storia di Andrei Rublev e le sue icone.
Se dovessi stupirmi con il film più bello degli ultimi anni, il film più profondo eppure leggero, il film più magico, andrei a vedere Bin Jip. Ma siccome l’ho già visto non mi resta che ricordarlo e riviverlo.
10 e lode.

Tout un hiver sans feu (Greg Zglinski)

A Love Song for Bobby Long (Shainee Gabel)

Strings

4

Udalionnyj Dostup

Melancholian Kolme Huonetta

Volevo Solo Dormirle Addosso

Enduring Love

Vital

L’enfant Endormi

Promised Land
continuo dopo….. ;)


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Sep
17

Sleepy Boulanger

Posted by sol in friends


this man is my best friend: grande pagnotta. I thought him how to bake bread. Now he’s a bread addict.


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Sep
17

treccine

Posted by sol in images


2 maggio 2003


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Sep
16

abandonment

Posted by sol in images


3. abandonment — (the voluntary surrender of property (or a right to property) without attempting to reclaim it or give it away)

Photo by Marco Tilesi


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Sep
15

R.I.P. Napoleone

Posted by sol in friends, life

Photo by Sergio S.


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